{"id":6815,"date":"2016-01-03T14:57:44","date_gmt":"2016-01-03T13:57:44","guid":{"rendered":"https:\/\/retezero.it\/index.php\/2016\/01\/03\/generazione-di-precari-al-teatro-golden-di-roma\/"},"modified":"2020-12-04T19:55:54","modified_gmt":"2020-12-04T18:55:54","slug":"generazione-di-precari-al-teatro-golden-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/2016\/01\/03\/generazione-di-precari-al-teatro-golden-di-roma\/","title":{"rendered":"&#8216;GENERAZIONE DI PRECARI&#8217; AL TEATRO GOLDEN DI ROMA"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CiqZG1YZZvs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>\u2018Generazione di precari\u2019 al Teatro Golden<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal 22 dicembre 2015 al 17 gennaio 2016 al teatro Golden di Roma va in scena lo spettacolo \u2018Generazione di Precari\u2019, commedia brillante scritta da Toni Fornari che ne cura altres\u00ec la regia. Le musiche sono di Enrico Blatti. E\u2019 la versione rielaborata di \u2018Precari\u2019, mantiene la trama prima maniera e presenta i medesimi protagonisti. Alla stesura originaria sono stati aggiunti inserti musicali e alcuni spunti che rendono pi\u00f9 godibile e fluido l\u2019intreccio. Si narrano le vicissitudini di quattro giovani d\u2019oggi costretti dal caso ad una coabitazione per necessit\u00e0, alle prese con gli endemici problemi di lavoro che accomunano le generazioni recenti intente a decifrare una pletora di contratti nell\u2019era imperante del Jobs Act. Il percorso quotidiano non verr\u00e0 per questo facilitato perch\u00e9 il canone diventa un cappio insopportabile ancorch\u00e9 condiviso e non sempre l\u2019unione fa la forza di arrivare senza assilli a fine mese. Se poi fra i quattro c\u2019\u00e8 chi fa la cresta sull\u2019affitto e condivide entrambe le donzelle del gruppo a insaputa delle interessate, le prospettive si complicano e la convivenza non pu\u00f2 essere immune da rischi. Duccio prova a fare il musicista da quando all\u2019et\u00e0 di sei anni bisticciava in disaccordo con Jingle bells; Laura \u00e8 primatista di rincorsa a titoli e sospira ripetizioni; Lina si ingegna nell\u2019arte della divinazione ma non ha le carte in regola; Edoardo \u00e8 il rivoluzionario de noantri, il vendicatore dei soprusi patiti da ognuno e la sua \u2018imprudente\u2019 esaltazione finir\u00e0 per trascinare allo sprofondo l\u2019intera cordata. La sorte avversa colpir\u00e0 anche un\u2019inerme extracomunitaria di nome Svetlana, in-colpevole di ricettazione e in attesa di un permesso di soggiorno che mai vedr\u00e0. Quando la soluzione non si trova \u00e8 lo sconforto e la ribellione ad imporre l\u2019azione e lui, di fronte alle missoni impossibili, da predicatore senza mezze misure che razzola allo stesso modo, non si tira indietro e va diritto al cuore. Peccato che Edoardo abbia poco in comune con El Che e poco importa se i compagni di sventura non siano campesinos. Il comizio del ministro del Lavoro \u00e8 l\u2019occasione poco propizia ma molto invitante per mettere in atto un piano rischioso al punto che farebbe desistere un rapitore seriale ma non l\u2019idealista paladino di diritti sacrosanti. Quel gesto di sconsiderata follia metropolitana, a cose fatte, non sar\u00e0 affatto inteso dal malcapitato obiettivo come una goliardata, ma come un attacco alle istituzioni oltrech\u00e9 alla persona e provocher\u00e0 conseguenze facilmente prevedibili. La ricostruzione fornita pubblicamente dall\u2019esponente di governo appagher\u00e0 ragion di stato e trasversali vendette personali ma non l\u2019amor di verit\u00e0, sacrificata miseramente a fini di potere. <em>Marco<\/em> Morandi \u00e8 Edoardo, stravagante pubblicitario di spot tra mitologia e megalomania con intrusioni bibliche e carismatiche ma che nessun impresario normodotato avvalora. Marco \u00e8 ormai artista completo, ha grinta e simpatia. Molto efficace nella parte del leader contestatore e soprattutto del sequestratore improvvisato e sprovveduto. Carlotta Proietti \u00e8 Lina, cartomante cafona e sanguigna\u00a0\u00a0 che fatica a catturare creduloni disperati e devoti nonostante l\u2019abnorme richiesta di paranormale in tempo di crisi recluti in forze aspiranti adepti sull\u2019orlo del non ritorno. Riuscir\u00e0 nell\u2019intento di svilire una categoria in affanno di suo. Carlotta \u00e8 brava e dimostra una versatilit\u00e0 che fa ben sperare e inorgoglisce cotanto maestro. Lady Lina ha voce straordinaria e presenza scenica che incute rispetto. \u00a0Claudia Campagnola \u00e8 Laura, due lauree e altrettante specializzazioni incamerate da una mente prodigiosa quanto inconcludente e dall\u2019impanicamento facile, tanto incompresa e interiormente ipereccitata e ripiegata su se stessa da risultare autistica agli occhi degli altri. Folgorata da Calamandrei, \u00e8 all\u2019inseguimento del tris sulle tracce di Marco Tullio Cicerone e \u2018De consulatu suo\u2019. Claudia ha personalit\u00e0 da vendere, grande interprete\u00a0\u00a0 caricaturale, d\u00e0 vita al suo personaggio, meticoloso e cerebrale, con disinvoltura, infondendogli tenerezza gravata da precisione manageriale a lei congeniale. Balla perfino, insieme a Duccio, allias Matteo Vacca che interpreta un musicista a corto di talento oltre che della terza nota utile a confezionare il suo evergreen. Enigmatico e senza scrupoli fino in fondo, per opportunismo e per discendenza. Fallito di lusso nonch\u00e9 fedifrago. In attesa dell\u2019ispirazione tardiva, svuota la cantina del padre che perde pezzi pregiati come l\u2019amarone della Valpollicella classico conte Siniscalchi Odescalchi(???) Gran Riserva, 690 euro. Il prezzo della bottiglia vale la misera \u2018pensione di mia madre\u2019, sentenzia l\u2019arguto compagno Edoardo. Anche Matteo \u00e8 sempre a suo agio e carica di grande ironia l\u2019ambiguo personaggio rendendolo esilarante e meno greve. Infine Maurizio Di Carmine \u00e8 lo scaltro ministro degli Interni alle prese con un sequestro di persona ridicolo e surreale. Riuscir\u00e0 a veicolare in suo favore gli eventi con ribaltone spettacolare ancorch\u00e9 annunciato. E\u2019 il politico che rappresenta al meglio la classe di appartenenza e non smentisce nei toni e nell\u2019ordito la protervia della casta onnivora che privilegia la vendetta servita fredda perch\u00e9 fa pi\u00f9 danno. L\u2019onorevole glaciale mostra una ferocia inaudita oltre che proverbiale. Dopo aver menato la danza ed elargito promesse di lavoro e salvacondotti a gogo, pur di portare a casa la pelle, non praticher\u00e0 sconti di fine sequestro agli \u2018aguzzini\u2019 letteralmente smascherati e dati in pasto agli osannanti media. Finiranno dietro le sbarre, destinati tutti a servizi socialmente utili tranne uno, fosco rampollo di sottosegretario. Buon \u2018remake\u2019 di \u2018Precari\u2019, migliorato nella sceneggiatura essenziale. Ritmo sostenuto a cui le gli intermezzi musicali aggiungono vibrazioni armoniche. I brani di Enrio Blatti sono orecchiabili e ben eseguiti. La bravura indiscussa degli interpreti \u00e8 coniugata ad una intesa consolidata che favorisce e perfeziona uno spettacolo frizzante che ha tratti di farsa in musica e parodia da operetta.<\/p>\n<p>Ebbi a scrivere di \u2018Precari\u2019 poco pi\u00f9 di un anno fa e fra l\u2019altro:<\/p>\n<p>\u201cSpettacolo che parte bene e quando ti aspetti il turbo, la vicenda rallenta la corsa. Trama con esito prevedibile, finale scontato e senza sussulti, il cui vero collante \u00e8 il talento di quattro giovani attori intraprendenti le cui battute ed espressioni gergali riescono a tenere alta la curva d\u2019attenzione di uno spettatore incuriosito e benevolo fino alla fine.\u00a0 Su tutti la consumata esperienza di un attore poco conosciuto al pubblico ma di spessore assoluto, Maurizio Di Carmine, formatosi sui classici e anche per questo battitore libero, senza timore di affrontare alcuna parte, grande interprete che impersona un politico smaliziato e senza scrupoli. Prende per mano con maestria ed autoironia i giovani precari e il testo insieme e il gradimento se ne avvale. La seconda parte \u00e8 una incompiuta, sembra scritta di fretta da una mano approssimativa, l\u2019ideatore smarrisce la creativit\u00e0 che ha soltanto fatto intendere. Il sequestro di un oratore in una piazza gremita \u00e8 di per s\u00e9 improbabile ma quando a metterlo in esecuzione \u00e8 un giovane disarmato esile, sprovveduto e sovrastato dal sequestrato, \u00e8 chiaro che la finzione scenica o il paradosso non bastano a sostenere il tema che viene banalizzato. Manca una trattativa, non c\u2019\u00e8 traccia di riscatto e stride la arrendevolezza dei precari che si offrono alle lusinghe dell\u2019astuto ministro senza colpo ferire; serviva un po\u2019 di coraggio, mentre si insinua lo stereotipo del \u2019tanto non cambia nulla\u2019; di pi\u00f9, quasi un j\u2019accuse verso una generazione che contesta ma si cala le brache nel momento che conta\u2026 La scena conclusiva dei quattro sventurati rinchiusi in cella \u00e8 una nota di candore, rasserena e riconcilia il pubblico con lo spirito brillante e giocoso della commedia comunque gradevole.\u201d<\/p>\n<p>Confermando il giudizio ampiamente espresso sui singoli e approvando senza riserve\u00a0\u00a0 il buon lavoro di insieme, la novit\u00e0 \u00e8 che interpretazioni apparentemente contrastanti possono risultare contigue nelle conclusioni. Ho avvertito in \u2018Precari\u2019 la disillusione pi\u00f9 della speranza e nei giovani precari le vittime sacrificali mentre avrei preferito riconoscerli antagonisti. Non ho intravisto la speranza che pure la pi\u00e8ce pareva adombrare. E\u2019 la magia del teatro, fatto di emozioni e sensazioni partecipate che si confrontano e non confliggono. E\u2019 l\u2019inarrivabile leggerezza del teatro che non suggerisce proposte n\u00e9 detta soluzioni ma pone domande, racconta e trasfigura a piacimento, con ironia, a volte con amarezza, con garbo o con rabbia. Il teatro \u00e8 satira, \u00e8 specchio scomodo e sferzante, \u00e8 contrasto e a volte resistenza. La disillusione \u00e8 un sentimento ricorrente, come la speranza che anche quando viene meno non si estingue mai, finch\u00e9 esiste vita. Il teatro \u00e8 libera espressione estetica e segue i destini del suo artefice. Ribadisco il concetto perch\u00e9 se \u00e8 vero che anche il finale di \u2018Generazione di precari\u2019 proposto da Toni \u00e8 quasi prevedibile, fa comunque riflettere e insinua interrogativi. Il messaggio \u00e8 forte e chiaro. Da buon osservatore, pone con forza il dramma di una classe giovanile che invecchia senza tutele; individua il colpevole, un ceto politico litigioso che compatta i privilegi e trascura i bisogni di un paese incredulo. Svolge il tema con la solita ironia mista a sarcasmo, ha il merito di scuotere le coscienze e lo fa con l\u2019arma del paradosso riempiendo di autorevole significato e sottile vivacit\u00e0 il suo pensiero. Una diversa conclusione poteva essere ovviamente proposta e avrebbe avuto un altro impatto, sarebbe stata sognante ma meno attuale e il lieto fine avrebbe sublimato l\u2019impresa. Credo che Toni, non ritenendola altrettanto efficace e ancor meno provocatoria, abbia appunto escluso l\u2019opzione da coup de th\u00e9atre dai naturali sviluppi di un colpo di mano fallito. Di contro, l\u2019impotenza di quei giovani perbene, le attese frustrate, le promesse non mantenute, le menzogne abituali come le ruberie rappresentano un pugno nello stomaco che non trovano soddisfazione e urlano sdegno. Paradossalmente, appunto, alimentano la speranza del rinnovamento e lo pretendono. C\u2019\u00e8 la legge uguale per tutti e quella per tutti gli altri, cos\u00ec in terra come in cella. E\u2019 la chiave di lettura che sottende il finale di \u2018Generazione di precari\u2019 perch\u00e9 il dover essere non appartiene per definizione all\u2019essere del politico di queste latitudini e perch\u00e9, e conveniamo con il buon Toni, si pu\u00f2 credere ai miracoli come evocato da \u2018Finch\u00e9 giudice non ci separi\u2019, ma non alle favole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2018Generazione di precari\u2019 al Teatro Golden &nbsp; Dal 22 dicembre 2015 al 17 gennaio 2016&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6816,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"footnotes":""},"categories":[227],"tags":[],"class_list":["post-6815","post","type-post","status-publish","format-video","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi-e-spettacolo","post_format-post-format-video"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6815","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6815"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6815\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6850,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6815\/revisions\/6850"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6815"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6815"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6815"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}