{"id":6813,"date":"2015-04-08T14:32:20","date_gmt":"2015-04-08T12:32:20","guid":{"rendered":"https:\/\/retezero.it\/index.php\/2015\/04\/08\/il-ricordo-della-grande-guerra-e-di-emilio-lussu-tra-parole-e-musica\/"},"modified":"2020-12-04T20:26:28","modified_gmt":"2020-12-04T19:26:28","slug":"il-ricordo-della-grande-guerra-e-di-emilio-lussu-tra-parole-e-musica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/2015\/04\/08\/il-ricordo-della-grande-guerra-e-di-emilio-lussu-tra-parole-e-musica\/","title":{"rendered":"IL RICORDO DELLA GRANDE GUERRA E DI EMILIO LUSSU TRA PAROLE E MUSICA"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/anW86XF99xk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>IL RICORDO DELLA GRANDE GUERRA E DI EMILIO LUSSU TRA PAROLE E MUSICA<\/p>\n<p>Al teatro dell&#8217;Orologio di Roma dal 27 al 29 marzo 2015 \u00e8 andato in scena &#8216;Un anno sull&#8217;altipiano&#8217;, r\u00e9cital tra parole e musica di Daniele Monachella. Spettacolo liberamente tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Emilio Lussu. Voce narrante di Daniele Monachella, alla chitarra Andrea Congia, alle launeddas Andrea Pisu.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di Sebastiano Biancheri<\/p>\n<p>Dal 27 al 29 marzo 2015 al teatro dell\u2019Orologio di Roma \u00e8 andato in scena lo spettacolo \u2018Un anno sull\u2019altipiano\u2019, r\u00e9cital di teatro e musica ideato e interpretato da Daniele Monachella coadiuvato in scena da Andrea Congia (chitarra classica ed effetti) e Andrea Pisu (launeddas e percussioni). Il testo \u00e8 liberamente tratto dall\u2019omonimo romanzo di Emilio Lussu. L\u2019iniziativa rientra nell\u2019ambito del programma governativo di commemorazione per il centenario della Grande guerra, richiamato a giusto titolo anniversario di interesse nazionale. Quello di Lussu \u00e8 un libro facile a leggersi, a volte ironico, scritto in forma di r\u00e9portage, memoriale a met\u00e0 fra il resoconto giornalistico e gli appunti personali e familiari. Si tratta di un drammatico percorso autobiografico che narra le vicende di un anno di un conflitto aspro combattuto sull\u2019altipiano di Asiago contro le truppe di occupazione austroungariche e bosniache. Fu una guerra di trincea oltre che di posizione quella che fra il giugno 1916 e il luglio 1917 vide impegnati i \u2018Demonios\u2019 della Brigata Sassari, reparto speciale a cui apparteneva l\u2019autore in veste di graduato minore. E\u2019 un documento che descrive il non senso della guerra, della gerarchia fanaticamente interpretata, di una rigorosa disciplina militare applicata per lo pi\u00f9 a contadini, pastori analfabeti che per la prima volta avevano lasciato la loro terra per affrontare un destino atroce e incomprensibile. Da interventista convinto, Lussu diviene lucido testimone di una barbarie che gli far\u00e0 conoscere e raccontare la profonda differenza tra i fatti e la loro conoscenza percepita dall\u2019opinione pubblica con enfasi e sciaguratamente distorta dagli organi d\u2019informazione dell\u2019epoca. Vengono tratteggiate con maestria le figure di ragazzi semplici e onesti, la cui umanit\u00e0, senso di giustizia e profonda dignit\u00e0 contrastava con la superbia e l\u2019arroganza di ufficiali superiori inetti e assetati di gloria estrema. Episodi in cui l\u2019esaltazione di pochi era il pretesto irrazionale ed emotivo di ogni arbitrio, di ogni strategia, di ogni assalto all\u2019arma bianca favorito dallo stordimento col cognac che annebbiava le menti e infondeva delirante coraggio. La leggenda di quel reparto formato esclusivamente da giovani sardi che si distinsero per il valore e la determinazione con cui combattevano un nemico invisibile sar\u00e0 la prova pi\u00f9 alta mai composta prima di un\u2019epopea irripetibile, dell\u2019unione di un popolo finalmente coeso, non pi\u00f9 \u2019pocos, locos e mal unidos\u2019 come li definivano i dominatori aragonesi. Costituir\u00e0 un importante laboratorio politico che si pu\u00f2 definire, come ebbe a dire lo stesso Lussu, \u2019 il deposito rivoluzionario della Sardegna del dopoguerra\u2019; era stato gettato il seme della questione sarda che coinvolger\u00e0 ampie fasce delle classi lavoratrici sarde. Tra questi protagonisti senza nome e senza volto, che avevano condiviso il dolore e la paura senza ribellione, assaporando a migliaia l\u2019odore acre della morte, alla ricerca di un retaggio spirituale che ne riscattasse la storia, si era finalmente insinuata la coscienza dell\u2019identit\u00e0 regionale che divent\u00f2 poi sentimento di una comune tradizione culturale tre volte millenaria. E\u2019 una vicenda di \u2018uomini contro\u2019, protagonisti di un\u2019odissea infernale: il folle e spietato generale Leone, il ribelle anarchico tenente Ottolenghi, l\u2019astuto soldato Giuseppe Marrasi disertore sfortunato, il fedele amico Avellini, l\u2019anziano umile \u2018zio Francesco\u2019, il colonnello Stringari, gran bevitore, e molti altri muti e anonimi poveri diavoli rossi che non avrebbero pi\u00f9 marciato sul proprio suolo.<\/p>\n<p>Sono queste atmosfere, questi forti richiami che rappresentano l\u2019humus culturale e storico dell\u2019opera di Daniele Monachella, voce narrante, nel triduo prepasquale, del tributo alla patria di un manipolo di valorosi antieroi. E\u2019 la testimonianza del messaggio morale contro ogni forma di scelleratezza umana di cui \u00e8 permeata l\u2019opera di Lussu e del ricordo struggente che quei combattenti onora al di l\u00e0 di ogni retorica. L\u2019attore esegue una performance di rilievo assoluto contrassegnata da rigore e rispetto dei fatti, modulando i toni, ora confidenziali, ora drammatici, ora sprezzanti e deliranti, con una padronanza scenica che rivela doti di narratore elegante e misurato, sempre ispirato. Essenziale, mai ridondante o inappropriato. E\u2019 in grado di tenere la platea a piacimento con cambiamenti repentini di situazioni, mettendo drammaticamente a confronto personaggi distanti per rango e onore, con un effetto emotivo coinvolgente di contrasto, potente dinamicit\u00e0 scenica e straordinaria comunicazione. Imperante sullo sfondo la solitudine fiera e compatta delle vittime sacrificali, sapientemente sussurrata, vigorosamente annunciata e ancor pi\u00f9 omologata dal patto nella lingua dei padri che suggella l\u2019appartenenza a una stirpe; fino al premonitore, liturgico, catartico urlo \u2018Forza paris\u2019 che ne consegner\u00e0 le anime al mito. Un superbo monologo a pi\u00f9 voci che devasta, senza respiro, incalzante, reso ancor pi\u00f9 delicato e disperato da un commento musicale particolarmente appropriato. \u00a0Affidato alla chitarra di Andrea Congia e alle launeddas di Andrea Pisu, il contrappunto sonoro alla lettura \u00e8 di mistica suggestione, di puro rapimento estatico, sostenuto da adattamenti acustici elettronici che conferiscono al racconto, assolutamente documentale, di fatti remoti, un\u2019attualit\u00e0 sorprendente intimamente lacerante. Congia \u00e8 un chitarrista etnomusicologo che fa della sperimentazione linguistico-musicale e delle applicazioni inesplorate che questa scelta determina, la propria singolare ragione esistenziale; veramente filosofo musicale senza soluzione di continuit\u00e0. Pisu \u00e8 un inarrivabile virtuoso delle \u2018launeddas\u2019, strumento a tre canne dal suono forte e metallico, che emette arcaiche polifonie della tradizione sarda oralmente tramandata, sacra e profana; gli \u00e8 stato conferito il premio \u2018Maria Carta\u2019 nel 2005. E\u2019 la magia della musica che incontra il teatro che diviene casa comune. La parola, nella sua grezza vocalit\u00e0 primordiale, \u00e8 inadeguata, incapace a rendere ragione, ad esprimere l\u2019urgenza. E\u2019 la musica che significa la parola, consolida la narrazione, sublima e valorizza il sapere popolare e la memoria dei popoli. Siamo in presenza di due autentici funamboli del genere. Due fuoriclasse al servizio della narrazione, esteti di una concezione della musica senza tempo, universale perch\u00e9 partecipa delle trasformazioni in divenire pur mantenendo se stessa incontaminata nelle proprie sonorit\u00e0 arcaiche.\u00a0 Un narratore, Daniele Monachella, due musicisti, Andrea Congia e Andrea Pisu, per un memorabile concerto della nostra storia in un teatro di Roma, l\u2019Orologio, inesauribile fucina che coniuga storia, tradizioni, avanguardia e sperimentazione tra parola e musica per giovani talenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL RICORDO DELLA GRANDE GUERRA E DI EMILIO LUSSU TRA PAROLE E MUSICA Al teatro&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6814,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"footnotes":""},"categories":[227],"tags":[1370,1371,1369,90,1224,1372],"class_list":["post-6813","post","type-post","status-publish","format-video","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi-e-spettacolo","tag-andrea-congia","tag-andrea-pisu","tag-daniele-monachella","tag-sebastiano-biancheri","tag-teatro-dellorologio","tag-un-anno-sullaltipiano","post_format-post-format-video"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6813","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6813"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6813\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6854,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6813\/revisions\/6854"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6814"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6813"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6813"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6813"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}