{"id":6779,"date":"2015-03-19T23:43:21","date_gmt":"2015-03-19T22:43:21","guid":{"rendered":"https:\/\/retezero.it\/index.php\/2015\/03\/19\/enzo-iacchetti-in-chiedo-scusa-al-signor-gaber\/"},"modified":"2020-12-04T20:24:02","modified_gmt":"2020-12-04T19:24:02","slug":"enzo-iacchetti-in-chiedo-scusa-al-signor-gaber","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/2015\/03\/19\/enzo-iacchetti-in-chiedo-scusa-al-signor-gaber\/","title":{"rendered":"ENZO IACCHETTI IN  &#8216;CHIEDO SCUSA AL SIGNOR GABER&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UzY_Rf9oUYc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>ENZO IACCHETTI AL SALONE MARGHERITA IN &#8216;CHIEDO SCUSA AL SIGNOR GABER&#8217;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>18 marzo 2015. Al Salone Margherita di Roma il Direttore Artistico Enzo Iacchetti si esibisce in uno show irresistibile: &#8216;Chiedo scusa al signor Gaber&#8217; , omaggio al suo grande amico e indimenticato cantautore.<\/p>\n<p>di Sebastiano Biancheri<\/p>\n<p>Dal 18 al 29 marzo 2015 al Salone Margherita di Roma Enzo Iacchetti con \u2018Chiedo scusa al signor Gaber\u2019 ha riproposto uno show veramente speciale, una dimostrazione di profondo affetto verso un grande cantautore italiano di cui si sente la mancanza, ma soprattutto verso un amico vero e indimenticato. L\u2019attore nella presente stagione sta contribuendo al rilancio di una istituzione del nostro panorama comico, musicale e di costume e lo sta facendo con professionalit\u00e0, meticolosit\u00e0 e grande cuore curando la programmazione e l\u2019offerta in qualit\u00e0 di Direttore artistico, al fianco del Produttore e Patron Nevio Schiavone e di un originale stand-up comedian come Demo Mura, consulente artistico e vero padrone di casa. Jacchetti sente l\u2019urgenza di ribadire uno spettacolo gi\u00e0 premiato come miglior live d\u2019autore italiano nel 2010, giunto alle 120 repliche e che \u00e8 anche il titolo di un disco di qualche anno fa. Lo show \u00e8 il tributo a un grande musicista da parte di un singolare personaggio che irradia simpatia e buonumore, mattatore amatissimo dal pubblico di ogni et\u00e0. La deferenza con cui l\u2019Enzino nazionale si accosta alla produzione \u2018meno impegnata\u2019 di un enorme testimone del suo tempo mai abbastanza compreso che ha fatto la cronaca in musica di un\u2019Italietta del boom narrando con bonomia e sarcasmo di fatti quotidiani, non si giustifica. Forse si dovrebbe scusare la schiera di sprovveduti che lo definiva qualunquista, impropriamente, senza averne titolo, sminuendo la figura e l\u2019opera di un esteta dello sberleffo, poeta della canzone, moderno menestrello, tra i pi\u00f9 apprezzati cantautori da almeno due generazioni di italiani. Mi riferisco alle incomprensioni e ai fraintendimenti di cui Gaber \u00e8 stato fatto bersaglio nell\u2019ultimo periodo e che lo amareggiavano profondamente. Quello di Iacchetti \u00e8 stato un autentico, straordinario omaggio ad un artista impegnato, anarcoide graffiante, scomodo, un concentrato di ironia e sano cinismo, al di fuori del coro, osservatore attento e disilluso che ha sempre manifestato il proprio pensiero, controcorrente e contro ipocrisie e pregiudizi. Le contaminazioni di cui si tratta sono in realt\u00e0 stravolgimenti impeccabili eseguiti con geniale maestria, ancor pi\u00f9 pregevole perch\u00e9 rappresentano composizioni che includono ognuna vari motivi, di virtuosismo puro, tra equilibrismo vocale e musicale. I brani di Gaber rivivono riscritti insieme al maestro Giorgio Centamore con arrangiamenti arricchiti da inserti di varia provenienza con una surreale partitura che l\u2019autore avrebbe legittimato e condiviso. No, non ha nulla di cui chiedere scusa Enzo Iacchetti che si avvale sul palco dell\u2019accompagnamento al piano del maestro Marcello Franzoso e della triestina Witz Band, un trio di grandi musicisti, Loretta Califra, Fabio e Tony Soranno, divertenti e dissacranti, originali, briosi interpreti da decenni di un genere molto frizzante e un po\u2019 demenziale. La scenografia pop \u00e8 affidata alle sculture luminose e giocose di Marco Lodola. Due ore spassose, senza pause, con un ritmo forsennato che annienta l\u2019anagrafe. Non ha nulla di cui chiedere scusa. Canta, balla, recita senza risparmio, manomette brani a lui tanto cari con sfrontatezza e rispetto, reinterpretandoli e adattandoli all\u2019oggi. Lo spettacolo non tradisce le attese. Enzino alterna il cantato con monologhi e dialoghi che rendono l\u2019atmosfera familiare, molto sobria, conviviale. Lo spettatore viene rapito da questa non comune forma di intrattenimento teatrale e dallo stile inconfondibile del protagonista, compassato e ironico, garbato anche nell\u2019invettiva. A volte scade in qualche imprecazione ma non ne ha bisogno, non gli si addice e non se ne avvale. E\u2019 subito \u2018Trani a gog\u00f2\u2019. Poi una esilarante stoccata alla Rete. Gli amici fasulli virtuali di Facebook e gli amici di una volta, sanguigni, vivi, che si conoscevano e si frequentavano. La moda maniacale del selfie. Le osterie dove la compagnia era sincera e un po\u2019 stravagante. \u2018Il Riccardo\u2019 ne era l\u2019emblema. Le vacanze dei milanesi al lago, i ciclisti pensionati forzati della bicicletta. \u2018Com\u2019\u00e8 bella la citt\u00e0\u2019, ironica accusa alle seduzioni del vivere nel contesto urbano. Un accenno alla splendida ultima fatica di Gaber, \u2018Se ci fosse un uomo\u2019, un saluto di speranza, un addio ad un Italia ancora medievale nell\u2019attesa di un altro Umanesimo. Iacchetti tratteggia quindi le famiglie contadine di una volta e i figli a grappoli. C\u2019\u00e8 spazio anche per l\u2019altro grande amico da poco scomparso, Enzo Jannacci, che con Gaber aveva costituito il gruppo \u2018I due corsari\u2019 e frequentavano insieme il Derby di Milano, il savio e il grottesco, un gemellaggio al limite della strana coppia. La parodia di Jannacci \u00e8 da antologia delle comiche. La trascinante riproposta di \u2018Una fetta di limone\u2019 era doverosa. Un trattato sulla felicit\u00e0 introduce \u2018Barbera e champagne\u2019 con tracce di Zucchero e citazione rap di Jovanotti. E poi ancora \u2018Torpedo blu\u2019, L\u2019orgia, \u2018La ballata del Cerutti\u2019, \u2018Benzina e cerini\u2019, \u2018Porta Romana\u2019 che diventa \u2018Porto Romana\u2019 e con note di \u2018Vengo anch\u2019io\u2019 di Jannacci, \u2018Ma pensa te\u2019 . Cos\u00ec si conclude un repertorio racchiuso fra gli anni 60 e 80 scanzonato e divertente rivisitato da un interprete esemplare. Lungi dal proporre un\u2019operazione nostalgia, di puro restyling commemorativo di un autore e di un\u2019epoca che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, quello di Enzo Iacchetti si conferma esperimento attualissimo di teatro canzone, che si rinnova ogni volta. Un modo travolgente ed empatico di trasmettere un pezzo di storia d\u2019Italia con leggerezza e tanta qualit\u00e0 espressiva e di insegnare alle nuove generazioni, che lo accolgono e lo acclamano, parte di un patrimonio culturale inesauribile definito leggero, preservato da Fondazioni e da artisti di buona volont\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ENZO IACCHETTI AL SALONE MARGHERITA IN &#8216;CHIEDO SCUSA AL SIGNOR GABER&#8217; &nbsp; 18 marzo 2015.&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6780,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"footnotes":""},"categories":[227],"tags":[1307,1308,90],"class_list":["post-6779","post","type-post","status-publish","format-video","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi-e-spettacolo","tag-enzo-iacchetti","tag-salone-margherita","tag-sebastiano-biancheri","post_format-post-format-video"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6779"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6779\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6852,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6779\/revisions\/6852"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6780"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}