{"id":6690,"date":"2020-11-11T10:46:02","date_gmt":"2020-11-11T09:46:02","guid":{"rendered":"https:\/\/retezero.it\/?p=6690"},"modified":"2020-12-03T20:06:32","modified_gmt":"2020-12-03T19:06:32","slug":"6690","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/2020\/11\/11\/6690\/","title":{"rendered":"IL &#8216;CASANOVA&#8217; DI HERLITZKA : UN PERSONAGGIO IN CERCA D&#8217;ONORE"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6691\" src=\"https:\/\/retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova-768x429.jpg 768w, https:\/\/www.retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova-1024x572.jpg 1024w, https:\/\/www.retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova-1170x654.jpg 1170w, https:\/\/www.retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova-585x327.jpg 585w, https:\/\/www.retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova-24x13.jpg 24w, https:\/\/www.retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova-36x20.jpg 36w, https:\/\/www.retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova-48x27.jpg 48w, https:\/\/www.retezero.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/casanova.jpg 1285w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>IL &#8216;CASANOVA&#8217; DI HERLITZKA : UN PERSONAGGIO IN CERCA D&#8217;ONORE<\/p>\n<p>Il &#8216;Casanova&#8217; di Roberto Herlitzka al teatro Arcobaleno di Roma dal 22 gennaio all&#8217;8 febbraio 2015.<\/p>\n<p>di Sebastiano Biancheri<\/p>\n<p>Al teatro Arcobaleno di Roma dal 22 gennaio all\u2019 8 febbraio 2015 va in scena \u2018Casanova\u2019, opera drammatica scritta da Roberto Cappuccio e interpretata da Roberto Herlitzka\u00a0 con la regia di Nadia Baldi. L\u2019ambientazione \u00e8 il maniero del conte di Waldstein a Dux, in Boemia, dove lo scrittore ha trascorso gli ultimi tredici miserevoli anni come bibliotecario; ospite indesiderato, schernito dalla servit\u00f9, messo al bando e sbeffeggiato da un maggiordomo volgare e insolente, Giorgio Faulkircher che ignorava chi fosse \u2018il cavaliere di Seingalt\u2019 e si rifiutava di servirgli i pasti in camera. E\u2019 un Casanova stremato, spogliato del personaggio che ha dovuto interpretare per una vita, reietto e disperato ma non domo, inesorabilmente solo. E\u2019 il 4 di giugno dell\u2019anno di grazia 1798. Trascorre l\u2019ultima notte nel buio di una squallida stanza; ha con s\u00e9 la valigia che ha trascinato lungo i corridoi umidi del castello. E\u2019 la resa dei conti. Ridotto a relitto umano, \u00e8 in preda alla febbre e delira.<\/p>\n<p>L\u2019incipit \u00e8 gi\u00e0 un urlo straziante che lacera la platea attonita: \u2018Aprite aprite\u2026\u2019 reiterato, sofferto, viscerale\u2026 \u2018Bolle di vaiolo sulla faccia di una notte fredda e tempestosa\u2026 \u2018 L\u2019annuncio di una festa imminente al castello desta all\u2019alba la sua anima e la sbrigativa intimazione di cedere la dimora per un \u2018altrove\u2019 pi\u00f9 modesto sa di premonizione fatale. I ricordi trionfanti di una vita randagia e altera scuotono la mente ma l \u2019uomo non ha pi\u00f9 nulla da elargire. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo. Un mondo sospeso avvolge atmosfere rarefatte eppure carnali: una sorta di sabba in cui il libertino di un tempo \u00e8 alla gogna, dileggiato da cinque fantasmi femminili evocati dalla sua coscienza, creature ambigue animate che avviano un processo inquisitorio senza appello. Una di queste inquietanti presenze sconosciute, \u2018la straniera\u2019, sa troppe cose e Giacomo affronta il giudizio in terza persona, negando la propria identit\u00e0 per diffidenza, per non concedere vantaggio alcuno a chi conduce il macabro gioco. Ripercorre barlumi di una fanciullezza difficile, l\u2019assenza dei genitori, la nonna paterna, la salute malferma, i sortilegi di una fattucchiera che avrebbero propiziato negli anni la sua iniziazione alle pratiche magiche. Il duello a Varsavia con il conte Branicki per riparare ad un\u2019offesa ricevuta \u00e8 uno degli episodi che testimoniano il valore e il coraggio dell\u2019uomo ma che hanno segnato profondamente l\u2019animo sensibile di Casanova. La rappresentazione, di grande effetto, si sofferma con dovizia di particolari su una vicenda magistralmente descritta dallo scrittore in uno dei suoi racconti pi\u00f9 celebri. La fuga rocambolesca dal paese di un Casanova ferito \u00e8 accompagnata dallo strepito assordante delle eteree creature. L\u2019incontro con Henriette, nobildonna francese, il suo pi\u00f9 grande amore. La passione per un cantante sedicente castrato, in realt\u00e0 Teresa, la scandalosa relazione con Marina Morosini, una suora, e poi un\u2019altra. Seduttore e sedotto\u2026sedotto ora dalla violenza del silenzio che lo opprime\u2026Nel memoriale \u2018L\u2019histoire de ma vie\u2019 Casanova rivela il suo incondizionato generoso amore per l \u2019universo femminile, popolato di donne colte e consapevoli, libere e mai soccombenti, e di contro il tributo versato in termini di malattie veneree, accuse infamanti, derisioni di ogni tipo, esilio, restrizione della libert\u00e0. Dopo aver divertito le donne e le corti di mezza Europa, \u00e8 l\u2019innocente vittima sacrificale in un processo farsa a cui oppone la propria buona fede, la serenit\u00e0 e onest\u00e0 di pensiero mai venute meno; una difesa socratica, inattaccabile, ma il giudizio \u00e8 gi\u00e0 scritto. La reclusione nella prigione veneziana dei Piombi e l\u2019ardita fuga in compagnia del frate Marino Balbi \u00e8 un altro capitolo doloroso che viene narrato minutamente e con compiacimento. La sentenza con le accuse di libertinaggio e di blasfemia, come l\u2019entit\u00e0 della pena, non gli verranno mai notificate. Il contradditorio con le sue inquisitrici \u00e8 serrato e l\u2019ironia e il sarcasmo sono i topoi dialettici che si rincorrono mentre appronta un tentativo disperato di rinnegare se stesso. La drammatica rievocazione di quei momenti acuisce in Casanova il desiderio della morte, ma anche l\u2019insopprimibile voglia di uscire per l\u2019ultima volta, deriso dalle starnazzanti carnefici che infieriscono sguaiate senza piet\u00e0. Lo stoicismo di Zenone non pu\u00f2 pi\u00f9 infondere residua sopportazione al prigioniero stremato. Casanova tra le pieghe della mente cerca di ricordare; per l\u2019ennesima volta alla creatura metafisica che pi\u00f9 di ogni altra ha provocato le sue confessioni pone la domanda \u2018Chi siete?\u2019 L\u2019enigmatica creatura, \u2018la straniera\u2019, non ha pi\u00f9 freni. Il confronto preannuncia l\u2019epilogo e la rivelazione. L\u2019uomo che fuggiva da se stesso finalmente annuncer\u00e0 la propria identit\u00e0 alla creatura sconosciuta che dichiarer\u00e0 di essere lui stesso. Non pi\u00f9 estranei, il fantasma della giovinezza e il fantasma della vecchiaia legati indissolubilmente: il primo che fuggiva il secondo e il secondo che temeva di perdere il primo. Il senso di autocoscienza finalmente ricomposto libera l\u2019anima e introduce il culmine della rappresentazione. Due momenti di rara intensit\u00e0 drammatica chiudono la narrazione e danno la misura di come l\u2019arte e l\u2019immaginazione possano decretare la forza ieratica di un gesto, di un lamento, di un verso; la suggestione scandisce il tempo ed \u00e8 rapimento estatico\u2026\u00a0 \u00a0\u2018Dicono che io sappia tutto sull\u2019amore. Si ingannano. E\u2019 l\u2019amore che sa tutto di me. Io sono soltanto il capro espiatorio della passione che agita l\u2019umanit\u00e0\u2026Il mondo voleva un seduttore\u2026 gliel\u2019ho regalato. Io sono Giacomo Casanova, fragile come un piccolo specchio di Murano. Quando ero ancora bambino lo specchio cadde e and\u00f2 in frantumi. Per tutta la vita ho cercato di rimettere insieme tutti i pezzi. Per ritrovare la mia innocenza, per sapere chi fossi davvero\u2026 Io sono uno scrittore. Io sono sempre e soltanto stato uno scrittore. Ho scritto molto, sulla carta, anche al buio, \u2026 col succo delle more\u2026, con le unghie&#8230; Ho scritto sulla vita, sulla pagina d\u2019acqua cangiante della vita\u2026 Non se n\u2019\u00e8 accorto nessuno\u2026 Ho scritto sui corpi delle donne, sui tetti di piombo di Venezia. Se ne sono accorti tutti. Il personaggio si \u00e8 mangiato lo scrittore. Casanova ha divorato Casanova. Eppure io ho fiducia nel sorriso del tempo\u2026\u2019 Il monologo finale \u2019Ho visto\u2026\u2019 \u00e8 da antologia del Teatro. \u2018Ecco. Ci siamo. E\u2019 buio. Sorridete, Signora. Datemi la mano.\u2019 E\u2019 la catarsi liberatoria. L\u2019atto conclusivo della vicenda umana di uno dei pi\u00f9 controversi letterati nonch\u00e9 invidiati ed avversati libertini del nostro tempo si \u00e8 compiuto.<\/p>\n<p>Siamo di fronte ad una interpretazione superlativa di un attore, Roberto Herlitzka, che ha impersonato un Casanova maturo, tormentato, volutamente inedito, fondendosi in lui con vibrante intensit\u00e0 e rivestendolo di fierezza, ironia e straripante forza magnetica: un cannibale della scena.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Ruggero Cappuccio \u00e8 di fatto la riabilitazione dello scrittore e dell\u2019uomo. Vuole essere un testamento spirituale. E\u2019 la rivincita postuma che Casanova merita e avrebbe condiviso. L\u2019avere vissuto la propria esistenza pienamente, spesso in modo socialmente sconveniente, senza schematismi che ne avrebbero imbrigliato la natura, \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00e8 stato l\u2019insulto che la societ\u00e0 dell\u2019epoca e i benpensanti sempreverdi non gli hanno \u00a0mai perdonato. Il prezzo devastante pagato dal proprio narcisismo al mito di una vita vissuta come opera d\u2019arte \u00e8 stato lo smarrimento della propria identit\u00e0 agognata e tardivamente ritrovata.<\/p>\n<p>La singolare stesura dell\u2019autore merita considerazione perch\u00e9 \u00a0riconsegna onore,\u00a0 dignit\u00e0 e meriti ad un gentiluomo veneziano illustre, colto e raffinato, e ridimensiona in un colpo certa storiografia di maniera che ha enfatizzato impunemente l\u2019avventuriero e mortificato la modernit\u00e0 dello scrittore e il multiforme ingegno dell\u2019uomo. Una riduzione teatrale esemplare.<\/p>\n<p>La regia di Nadia Baldi, tra realt\u00e0 e sogno, \u00e8 appropriata alla tecnica drammaturgica adottata, al di l\u00e0 di alcuni eccessi che potevano essere resi meno spettacolari; mi riferisco al cicaleccio urlante e a volte incomprensibile che diviene scherno ad opera delle visioni femminili, in particolar modo a corollario della fuga dai Piombi.<\/p>\n<p>Marina Sorrenti \u00e8 la maliante, convincente \u2018straniera\u2019. Apprezzabili le interpretazioni delle attrici Franca Abategiovanni, Carmen Barbieri, Giulia Odori e Rossella Pugliese, \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0figure femminili \u00a0del coro che istituisce il processo e fa da controcanto del dramma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL &#8216;CASANOVA&#8217; DI HERLITZKA : UN PERSONAGGIO IN CERCA D&#8217;ONORE Il &#8216;Casanova&#8217; di Roberto Herlitzka&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[334],"tags":[],"class_list":["post-6690","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6690"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6690\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6711,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6690\/revisions\/6711"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.retezero.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}