Pranzo di beneficenza all’Orfanotrofio di Addis Abeba
Nell’ambito della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, la delegazione italiana composta dal Presidente Elia Grillotti e dallo chef Patrizio Paolucci ha fatto visita all’Orfanotrofio di Addis Abeba, organizzando un pranzo di beneficenza dedicato ai bambini ospiti della struttura.
L’iniziativa, promossa dalla Sezione Cuochi e dalle realtà italiane presenti in Etiopia, assume un valore particolarmente significativo: portare la tradizione enogastronomica italiana in un contesto di forte fragilità sociale, trasformando la cucina in un mezzo di solidarietà concreta.
Durante la visita sono stati avviati primi contatti con i responsabili dell’orfanotrofio, in vista di future collaborazioni. La delegazione italiana ha inoltre espresso la volontà di sostenere nel tempo alcuni dei bambini accolti, assumendo un impegno che va oltre l’evento e che si inserisce in un percorso di responsabilità e attenzione verso le nuove generazioni.
Un gesto simbolico ma dal grande impatto umano, che conferma come la Cucina Italiana nel Mondo non sia soltanto cultura gastronomica, ma anche presenza, ascolto e supporto sociale.
Oggi la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo assume un significato ancora più profondo.
La delegazione italiana, guidata dal Presidente Elia Grillotti e dallo Chef Patrizio Paolucci, ha varcato le porte dell’Orfanotrofio di Addis Abeba per preparare un pranzo di beneficenza dedicato ai bambini del centro.
In un luogo dove ogni sorriso vale più dell’oro, la cucina italiana diventa un gesto di amore, un abbraccio che attraversa continenti.
Non si tratta solo di ricette e sapori: è impegno sociale, è responsabilità, è la volontà di lasciare un segno concreto.
La Sezione Cuochi Italiani, in rappresentanza del nostro Paese, ha scelto di fare un passo in più: prendersi cura di alcuni di questi bambini nel tempo, accompagnandoli negli anni, come una promessa che nasce dal cuore.
Oggi la cucina italiana parla la lingua della solidarietà.
E in questo orfanotrofio, tra risate, mani piccole e occhi pieni di speranza, l’Italia ha donato il suo piatto più prezioso: la vicinanza umana.

