AL TEATRO TIRSO DE MOLINA 'LA COMPAGNIA DEI GIOVANISSIMI DI BRIGNANO' IN

788 giorni fa

AL TEATRO TIRSO DE MOLINA 'LA COMPAGNIA DEI GIOVANISSIMI DI BRIGNANO' IN "ISOLA 51"

di Sebastiano Biancheri

Dal 23 al 27 settembre 2015 al teatro Tirso de Molina di Roma 'La Compagnia dei Giovanissimi di Brignano mette in scena 'Isola 51. Di profilo sembra pazzo'. Testo e regia di Mario Scaletta. Con Marco Todisco

‘Isola 51. Di profilo sembra pazzo’ è uno spettacolo tragicomico sulla turbolenza che ha investito le confuse menti di naviganti inesperti. Capitano di lungo corso di questa nave in balia di un futuro tempestoso e inquietante è tal Mario Scaletta, ideatore e regista della pièce, insegnante di recitazione in laboratori teatrali di Proietti e Brignano e redattore da decenni di testi e spettacoli illustri a cui appartiene di diritto la trasmissione cult ‘Indietro tutta’ di Renzo Arbore. ‘La Compagnia dei giovanissimi di Brignano’ formata da ragazzi fenomeno e magistralmente condotti dall’autore ha messo in scena con ironia e professionalità che stupisce in ragazzi così precoci una rappresentazione credibile ed efficace, esilarante e dai contorni imprevedibili che inducono nello spettatore riflessioni imbarazzanti e da massima allerta. La vicenda è ambientata nel 2115 e narra il percorso di recupero di un gruppo di giovani resi dipendenti dalla esposizione e dall’utilizzo abnorme del computer e di altri strumenti prodotti di una dimensione tecnologica esasperata. E’ una storia di ordinaria alienazione cibernetica dell’uomo che in una società virtuale viene privato persino del linguaggio e della comunicazione verso i suoi simili. Il fine ultimo è il tentativo di una disintossicazione collettiva dalla solitudine del pensiero e dalla assenza di relazioni affettive oltre che intellettive e verrà promosso da qualche residuo spirito illuminato che contribuirà ad affrancarli da una condizione aberrante e disumana. Il non senso è che la riabilitazione forzata sarà innescata da una macchina. Il binomio indissolubile uomo-computer convince genitori spesso assenti ad affidare i propri figli, divenuti ormai esseri artificiali, a strutture di riabilitazione dove le loro menti verranno curate nel sonno tramite l’introduzione di brani teatrali e della cinematografia che di giorno dovranno essere paradossalmente reinterpretati sulla scena da questi originali pazienti. ‘Isola 51’ è l’isola della memoria, della nostalgia che riaffiora, è però il miraggio che tiene viva la speranza e alimenta la convinzione di un equipaggio sempre più meno folle e sulla buona rotta. La rieducazione ai rapporti umani e la riappropriazione della propria spiritualità sarà il premio ultimo che eviterà l’esaurimento della specie. Lo spettacolo ha un epilogo che non è scontato e la rinuncia è un atto di fede verso il limite e la ritrovata autodeterminazione. Tornare all’insegnamento dei sapienti fondatori della Storia sembra essere l’apologo che sottende questo lavoro e ci sovviene la maieutica di Socrate, il dialogo inteso come sommo bene, la dialettica che in se stessi, nel consenso e nella persuasione, nel rispetto delle altrui opinioni, fonda la ricerca della verità. La soluzione sta nella felicità delle piccole cose, nei sentimenti ‘relativi’ e nelle emozioni che appartengono naturalmente all’uomo. Mi piace ricordare le parole di uno dei componenti della scuola di recitazione Artès, allievi fra i 9 e i 26 anni, quattordici straordinari protagonisti di una esaltante avventura, il cui capocomico così si è espresso poco prima del debutto: ’Non solo Socrate ma Epicuro. La felicità si può raggiungere con quello che è necessario’. E, aggiunge lui, se non c’è il carica batterie per ricaricare il telefono, siamo felici lo stesso. Il nome? E’ Marco Todiscco.



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