'A TU PER TU.TUTTO SU MIO PADRE'. SIMONA E GIANFRANCO D'ANGELO A VILLA ADA

818 giorni fa

'A TU PER TU.TUTTO SU MIO PADRE'. SIMONA E GIANFRANCO D'ANGELO A VILLA ADA

di Sebastiano Biancheri

24 agosto 2015. Nell'ambito della rassegna 'I love Comico' di Villa Ada a Roma Gianfranco D'Angelo e la figlia Simona raccontano in musica quarant'anni di vita insieme accompagnati dalla band dei 'Cerchi Magici'. Le musiche sono di Claudio Mattone e MaurizioFrancisci. La regia è di Luca Pizzurro.

Simona e Gianfranco D'Angelo in "A tu per tu. Tutto su mio padre "

di Sebastiano Biancheri

Alla rassegna ’I love comico’ di Villa Ada il 24 agosto 2015 è stata la volta di uno dei più amati e longevi intrattenitori romani del buonumore, un inossidabile signore delle scene, un tenerone come il personaggio che gli appartiene, che ha fatto la storia del cabaret, dal Puff al Bagaglino, al Derby, quasi mezzo secolo di irresistibile surreale comicità. Protagonista indiscusso, ha innovato, grazie all’intuizione dell’ ideatore e mentore Antonio Ricci, il modo di intendere il varietà e la rivista con un programma assolutamente antagonista e geniale come Drive che ha sdoganato la stantia e sbadigliante risata dal cimitero degli elefanti dove era stata esiliata. Gianfranco D’Angelo è senza alcuna incertezza un gigante nel panorama teatrale e televisivo. Lo avevamo lasciato alcuni mesi fa al Teatro Tirso de Molina con ‘Il bello dell’Italia’, una passerella di emozioni in musica che proponeva con spirito, ironia e un po’ di malinconia aneddoti e divertenti caricature , storie comuni e brani indimenticabili delle regioni del bel paese, fra tradizioni illustri e cultura secolare da preservare e rinnovare con fierezza. Lo spettacolo di questa sera ‘A tu per tu. Tutto su mio padre’ ha il sapore del ricordo, un quadretto di famiglia non sbiadito ma denso di occasioni non colte, di parole sopite mai pronunciate che riaffiorano da un’attesa di trent’anni a rivendicare il calore degli affetti di un padre e di una figlia e a celebrare la riconciliazione dei cuori. E’ un confronto serrato che a tratti diviene struggente confessione. L’accompagnamento musicale ancora una volta è del gruppo ‘I cerchi magici’, presenza ormai abituale nelle esibizioni del mattatore. Le musiche originali sono di Claudio Mattone e del maestro Maurizio Francisci. In attesa di entrare in scena, papà Gianfranco e Simona seduti accanto nel camerino condiviso, davanti allo specchio magico che si trasforma in macchina del tempo, parlano del presente e si abbandonano al passato. Nel dialogo vibrante contrasti e dissapori non sono più insanabili e si stemperano nella commozione complice. Il cielo denso di nubi promette pioggia a Villa Ada dal primo pomeriggio e rischia di guastare la festa agli irriducibili ma il programma è rispettato e prende subito quota con l’ingresso in scena di Gianfranco irriconoscibile bardato da motociclista, tuta casco e occhialoni, davanti alla incredula Simona che sospetta uno spasimante, tal Salvatore Giorgetti, e incrocia nell’alieno il padre reduce da uno spot di detersivi. L’incontro è il preludio di battute inequivocabili sul regista ‘Frillici’ e la barzelletta dei tre vampiri e un campanile raccontata con la solita imperturbabile verve e frenetica cadenza da sapiente novelliere fa rivivere indimenticate atmosfere racchiuse nel baule della memoria. Le avances verso la sarta Sabrina confermano l’intramontabile passione per le donne del grande comico e il siparietto con Simona è al vetriolo come i giudizi impietosi verso un padre assente. Ma c’è tanto affetto e l’emozione è palpabile. Simona racconta. Il picnic nel bosco finito in fumo e l’intervento dei canadair diverte la platea. Teneri rimproveri ad un padre troppo amico che pur concedendo tutto non colmava il vuoto di bambina. Un eroe rimasto a lungo fumetto inarrivabile. Gli intermezzi musicali esaltano le qualità da soubrette di Simona D’Angelo che canta e balla con grazia e disinvoltura coadiuvata dalle ballerine della band. A soli tre anni per la prima volta con occhi diversi assiste a uno spettacolo del padre che rivive quei momenti con evidente soddisfazione ed orgoglio per quel ‘bravo papà!’ che libera un’approvazione incondizionata dall’effetto detonante. E’ acclarato il gusto vintage di Gianfranco per le donne al naturale e la moda del lifting che solleva la natica a tal punto da trasformarsi in gobba è segnale inquietante. Fra una prova e l’altra prima della finta intervista le battute si susseguono e i due protagonisti ripercorrono le giunoniche forme delle avvenenti compagne di set, turbamento erotico degli anni ’70 e ‘80 per milioni di italiani guardoni. E ancora i trionfi di Mediaset e il fido cane Has Fidanken del signor Armando. Claudio Villa che si esibisce in interminabili gimkane con la sua maximoto perché aspetta qualcuno che lo aiuti a scendere dall’alto è uno spassoso richiamo ad un autentico fenomeno di costume che è ormai epopea comica. Il panorama politico attuale nutrito da troppa malagiustizia che fa il paio con la malasanità è un energico tuono di coraggio per dire basta allo scempio del paese e costituisce la sola nota dissonante di un placido tuffo nella rimembranza a volte venato di elegia ma sempre piacevole e privo di compiacimento. Come spassosa è la parodia che in ‘Ballando fra le stampelle’ mettono in scena i due interpretando due acciaccatissimi vecchietti danceurs. Il maitre del ristorante alternativo, e lui stesso di tendenza, che farfuglia il menu in un linguaggio incomprensibile anche per se stesso, e suggerisce piccione con piselli senza traccia di volatile alla prova del cuoco, è prestazione da primatista della risata senza confini. Superbi i due protagonisti e cast all’altezza. Lo spettacolo i cui testi sono firmati dallo stesso D’Angelo e da Luca Pizzurro che ne cura altresì la regia, è apprezzabile per idee e contenuti, belli e ben eseguiti i brani e gli arrangiamenti musicali. Opportuna la rimodulazione di alcune situazioni e interventi superflui o poco incisivi come la caratterizzazione più efficace e meno marginale di alcuni personaggi che rischiano di rimanere corollario, nell’ intento di assicurare maggiore uniformità ed equilibrio coerente alla vicenda e ai ritmi evocati. Ma è spettacolo al debutto, come sottolinea Gianfranco D’Angelo, e c’è tutto il tempo per ulteriori sperimentazioni. Al Salone Margherita nel marzo del prossimo anno sarà tutto pronto per un nuovo successo annunciato.



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