CINZIA LEONE IN 'DISORIENT EXPRESS'

864 giorni fa

CINZIA LEONE IN 'DISORIENT EXPRESS' Dal 2 al 4 luglio 2015 al Palazzo dei Congressi all'EUR nell'ambito della rassegna La Terrazza delle Arti è andato in scena lo spettacolo di Cinzia Leone e Fabio Mureddu 'Disorient Express' , un viaggio nel disorientamento quotidiano provocato dal bombardamento di informazioni e smentite che la giungla dei networks, dalla televisione agli organi di stampa a Internet, produce incessantemente. La Rete: un fenomeno straordinario e complesso di partecipazione globale, frutto della tecnologia fredda e impersonale, espressione della democrazia dal basso che si realizza compiutamente.

Recensione di Sebastiano Biancheri.

A distanza di alcuni mesi dall’ultima replica al Ghione di Roma, Cinzia Leone porta in scena dal 2 al 4 luglio 2015 al Palazzo dei Congressi dell’EUR nell’ambito della rassegna ‘La Terrazza delle Arti’ il suo ultimo spettacolo ‘Disorient Express’. Scritto dalla stessa attrice e da Fabio Mureddu che è ‘il disturbatore’ di Cinzia in scena e firma la regia con Emilia Ricasoli, è la cronaca del delirio di informazioni di ogni genere a cui milioni di persone nel mondo si sottopongono più o meno ignari. E’ il prodotto di strumenti sempre più sofisticati che la giungla dei networks mette a disposizione e che per la varietà abnorme delle fonti e degli opinionisti in campo, inducono inevitabilmente a conclusioni contrastanti e contradditorie sui medesimi temi. Il risultato è sorprendente ed è lo stravolgimento della notizia e il disorientamento globale. ‘Disorient Express’ è un concentrato di situazioni grottesche che percorrono l’ordinario quotidiano della specie uomo dei nostri giorni, tutto frenesia e realtà virtuale, una giostra di apparenza e spettacolo, una pletora mediatica di informazioni a gogo fuori controllo, la fruibilità della notizia ad ogni costo. Un virus subdolo dai risvolti tragicomici rassicura e nutre un bislacco bisogno di conoscenza, si appropria delle menti e ruba l’intimità più recondita complicando una vita in affanno già perversamente ostile. Impreparati ad un cambiamento epocale, rischiamo di venire travolti da una girandola crossmediale incantatrice che inebetisce e disorienta. Non riusciamo né dobbiamo fare a meno di un fenomeno irradiante che quando sembra che faciliti la routine può rendere ciberneticamente dipendente allorché, pur assecondandone legittimamente il principio, non ne denunciamo gli eccessi. Cinzia non ha faticato molto per trovare l’ispirazione avviata da un bombardamento dei sensi inesauribile; da un condizionamento materno di ‘Mamma, sei sempre nei miei pensieri, spostati!’ di alcune stagioni fa, rilancia sul tema con un altro genere di condizionamento più trasversale ma altrettanto totalizzante e dagli scenari più inesplorati e meno scontati. Tanti e complessi gli argomenti e gli spunti che la difficoltà è stata forse infondervi un’anima, trasferirli nel testo e farli interagire tutti insieme. E’ un treno di cui è sconosciuta la destinazione e su cui salgono viaggiatori a vario titolo senza distinzione di classe perché la democrazia effettiva, partecipata e quella virtuale in questo caso coincidono. Il rischio è un mondo artificiale, una dimensione immanente da gigantesco effetto Matrix. Ma l’opportunità va intrapresa con coraggio e convinzione, sostiene Cinzia al termine della sua avventurosa performance. Quando c’è, la fregatura dobbiamo essere in grado di scoprirla perché lo strumento va collaudato come la nostra educazione graduale ad un cambiamento repentino. Il TG disorientativo fatto di notizie e smentite è in realtà un caleidoscopio delle infinite chiavi di lettura che si affastellano per ogni fatto di cronaca. Poniamo domande e per ognuna troviamo risposte differenti. Ogni organo di stampa, dalla televisione alla rete, elabora a piacimento la notizia che viene regolarmente stravolta dalla stessa o da altre fonti con puntuali sconfessioni o ritocchi dell’ultim’ora. In questo clima riuscire ad elaborare opinioni che abbiano un minimo di solidità senza affidarci in tempo di crisi alle promesse sproloquianti di un imbonitore come Roberto Carlino, nello show bersaglio sacrificale di sketch e slides, è missione quasi impossibile ma esaltante e non si torna indietro. Lo spettacolo è ben confezionato e Cinzia racconta con leggerezza e grinta inarrestabile vicende di ordinaria follia; la forza dell’ironia di cui è naturalmente dotata fa considerare con meno traumi le limitazioni grottesche che comportamenti ed esposizioni abituali insinuano nella nostra psiche. Fabio Mureddu è l’anchorman nevrotico del programma televisivo, passanotizie spudorato sempre connesso che smentisce se stesso e spazza via l’informazione appena sfornata con la velocità del vento. Uno zapping virtuale che modifica continuamente lo spettacolo ed è intuizione efficace degli autori perché confonde e attrae nel tourbillon lo spettatore proteso in un tempo fatuo a cui gli aggiornamenti in tempo reale non risparmiano per questo un decesso repentino. Fra una notizia e la sua smentita viene preso di mira il traffico caotico della capitale nella morsa di voragini e parcheggi selvaggi, l’ultima trovata dell’idiozia urbana, la sharing car, con il rimbalzo della nonna dimenticata e condivisa. E poi il rito di esorcismo contro una tv piena di trasmissioni di cucina e ugole d’oro. L’apologia del silenzio che ristora e rasserena. La molecola impazzita che secondo alcuni giornalisti esperti di scienza medica, sarebbe la causa di ogni nostra pulsione. Lo scoop tardivo del’ guastatore’ Fabio Mureddu che elabora il finale di vicende, sacra e profana, già consegnate alla storia alcuni secoli fa, è una metafora calzante dell’estrema confusione in cui versa chi anticipa il futuro immemore del passato remoto. Incidenti di percorso, sostiene Cinzia, non impediranno infine la realizzazione del più grande sogno dell’umanità, la democrazia, un diritto di parlare e ascoltare esteso a tutti con Internet senza preclusioni, un miracolo della tecnologia fredda e impersonale che ha reso giustizia all’uguaglianza. Il dado è tratto. Ci vorrà tempo e servirà grande capacità intellettiva, spirito di adattamento e il coraggio di un lungo viaggio verso l’ignoto offerto a sette milioni di persone saliti su un treno che corre inarrestabile senza freni e senza binari, ancora inconsapevole, verso la democrazia compiuta. Le musiche sono di Marco Schiavoni, le scenografie di Adriano Betti, i costumi sono curati da Francesca Mescolini, la consulenza artistica e' di Giuliano Perrone. -



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