IL LIBRO DELLA GIUNGLA A RIETI: BUSTRIC INCANTA I SABINI

907 giorni fa

di Ciandrha Lorenzetti 

RIETI - Il Teatro Flavio Vespasiano ha fatto da cornice alla rappresentazione del nuovo spettacolo di Sergio Bustric, ispirato alla storia originale de “Il libro della giungla” da cui riprende il titolo per esteso.

Colori accesi e tinte esotiche, l’India come paese di fiabe e misteri, un po’ luogo di sfondo delle vicende narrate, un po’ elemento ironico cui spesso l’artista fa riferimento. L’interpretazione è incredibilmente giocosa, caratterista, intensa, talmente intensa da sfiorare quasi la drammaticità comica nei momenti di maggior coinvolgimento emotivo. Un’intelaiatura teatrale di spessore,  in continuo mutamento, saldamente sostenuta in sottofondo dalle musiche di G. Rossini e dell’ungherese M. Rozsa, autore trall’altro delle colonne sonore di numerosi film di successo degli anni 50 tra cui “Ben Hur” e  “Quo Vadis”.

Un’atmosfera suggestiva e fiabesca, sapientemente ricreata dall’attore toscano che,  formatosi  tra Italia, Francia e America, ha recitato accanto a Benigni sul set del film “La vita è bella”, è stato candidato come miglior attore non protagonista al David di Donatello 1998 e dopo aver calcato le scene dei più grandi teatri europei, Sergio Bustric torna a Rieti, città in cui si era precedentemente esibito all’alba degli anni 70, questa volta, per portare il suo spettacolo “Il libro della giungla” su uno dei palcoscenici teatrali più imponenti d’Italia.

Bustric regista, Bustric autore, Bustric brillante interprete, narratore e protagonista al tempo stesso, tra cappelli color oro,  effetti illusori e trucchi d’effetto transalti dalla strada al palcoscenico.

L’ARTEM chiude così la stagione teatrale invernale, mettendo d’accordo adulti e bambini e regalando al pubblico reatino l’arte di uno straordinario interprete dai mille volti.



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